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28.01.2013
CNR: In Europa il futuro si chiama "Graphene"
"Riflettendo sulla riduzione dei finanziamenti alla ricerca e sui tagli indiscriminati, forse in molti ci domandiamo quali e...
28.01.2013CNR: In Europa il futuro si chiama "Graphene"

"Riflettendo sulla riduzione dei finanziamenti alla ricerca e sui tagli indiscriminati, forse in molti ci domandiamo quali e quante strade saranno precluse all’Italia. Le nostre aziende, anche se piccole, in galleggiamento tra i marosi dell’economia, potrebbero in qualche modo sostenere la ricerca? Siamo tutti molto, troppo presi dai problemi contingenti e forse alzare lo sguardo ci indicherebbe nuovi orizzonti, non di immediato approdo ma di sistematico e progressivo avvicinamento."
(Lorena Bovino)

La produttività immediata, oggi dettata dal desiderio di sopravvivere ma ieri dalla smania di accumulo, preclude ormai l'investimento di tempo e risorse nella programmazione a lungo termine. Ciò si traduce in scarsa innovazione che può sfociare velocemente nella perdita di competitività e conseguente uscita dal mercato da parte delle nostre aziende.
La storia della scienza e della ricerca stessa, soprattutto quella di base, insegnano che dalle conoscenze nascono sempre nuove tecnologie e quindi applicazioni. Un esempio su tutti è il Web, ideato presso i laboratori del CERN di Ginevra allo scopo di immagazzinare e condividere più velocemente dati e documentazione scientifica tra i ricercatori dell'immensa struttura. Tale invenzione, che oggi è di fondamentale importanza per tutti, non era lo scopo principale delle ricerche svolte presso il centro di ricerca. Questo esempio ci fa capire come le conoscenze nei vari campi siano intrinsecamente interconnesse e come il loro incremento possa diventare di primaria importanza anche in altri ambiti e nella vita di tutti i giorni, privata o aziendale.
Possono allora due mondi tanto distanti riguardo agli obbiettivi che si prefissano, quali ricerca e azienda, incontrarsi su un terreno comune? Se sì, come? Tale domanda non è di semplice ed immediata risposta ma sicuramente il primo passo è la conoscenza reciproca. Forse le aziende dovrebbero più spesso interessarsi a ciò che si muove nel mondo della ricerca e la ricerca interessarsi più spesso a quelli che sono i problemi reali del mondo del lavoro. In breve, invece che buttarsi a testa bassa a lavorare e produrre, chi per fatturare, chi per pubblicare, a tutti i costi, dedicare qualche minuto di tempo per leggere, informarsi ed approfondire aspetti del mondo che oggi sembrano lontani ma che potrebbero diventare fondamentali domani.
(Marco Casali)

In questa ottica vi segnaliamo alcuni interessanti link, oggi non direttamente collegati al nostro business, ma che potrebbero esserlo già da domani.

http://www.lescienze.it/lanci/2013/01/28/news/crn_in_europa_il_futuro_si_chiama_graphene-1481297/
http://www.lescienze.it/news/2013/01/31/news/batteri_elettricit_ferro_ossidazione_biocombustibili-1485937/
http://www.fusione.enea.it/WHAT/index.html.it

CRN: In Europa il futuro si chiama "Graphene"
Il futuro tecnologico dell'Europa poggia su un foglio di carbonio spesso un atomo. La Comunità Europea lancia oggi a Bruxelles la Flagship 'Graphene', uno dei due progetti scelti tra le iniziative che per i prossimi 10 anni, e con un finanziamento di un miliardo di euro, plasmeranno l'innovazione e il futuro tecnologico del continente. Obiettivo è sviluppare appieno le potenzialità del grafene e di altri materiali bidimensionali, producendo uno spettro di nuove tecnologie che mirano a rivoluzionare molti settori industriali e generare maggiore sviluppo economico su scala europea. Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) è tra i principali coordinatori dell'iniziativa e guiderà le attività di Graphene dedicate ai settori energetico e dei materiali compositi.

Il grafene ha innescato un'esplosione di attività scientifica fin dai primi rivoluzionari esperimenti che meno di dieci anni fa portarono alla sua scoperta, premiati con il Nobel per la fisica nel 2010 a Andre Geim e Kostya Novoselov. Stupefacente e versatile, questo materiale è da molti indicato come la piattaforma di partenza per innovazioni tecnologiche profonde in numerosi settori.

"Graphene è il più ambizioso programma di ricerca congiunto mai messo in campo dalla Comunità Europea: coinvolge 126 gruppi di ricerca tra enti, università e industrie in 17 paesi", evidenzia Luigi Ambrosio, direttore del dipartimento Scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Cnr. "Le attività, suddivise in 15 aree strategiche, seguiranno una roadmap che porterà il grafene dai laboratori di ricerca alla vita di tutti i giorni con applicazioni in elettronica, ottica, dispositivi flessibili, fino ai materiali compositi e alle batterie di nuova concezione. Cosa si attende da quella che è stata definita 'la nuova rivoluzione basata sul carbonio'? Ad esempio elettronica di consumo veloce, resistente e flessibile come la carta elettronica o cellulari indossabili e pieghevoli, aerei più leggeri ed energeticamente efficienti. Più a lungo termine, innovazioni per le strategie di calcolo e in applicazioni mediche inedite come le retine artificiali".

Di questa Flagship il Cnr è stato il rappresentante per l'Italia e uno dei primi proponenti, d'intesa con le università di Chalmers, Manchester, Lancaster e Cambridge, le aziende Amo GmbH e Nokia, l'Istituto Catalano di Nanotecnologia e l'European Science Foundation. Il progetto coinvolge ora anche altri partner italiani quali Fondazione Bruno Kessler, Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Trieste, Politecnico Torino, Politecnico Milano e STMicroelectronics.

In particolare, il Cnr coordinerà due attività strategiche. Le ricerche dedicate ai materiali compositi saranno coordinate da Vincenzo Palermo dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof-Cnr). "Il grafene è il materiale più sottile che esista in natura", spiega il ricercatore. "La sua forma, resistenza e stabilità possono essere utilizzate per creare materiali mai visti prima, provocando una rivoluzione simile a quella causata nel secolo scorso dall'utilizzo dei polimeri per produrre plastica". Sarà invece Vittorio Pellegrini, dell'Istituto nanoscienze del Cnr (CnrNano), a guidare le attività dedicate allo sviluppo di sistemi per applicazioni energetiche. "Batterie al grafene potrebbero durare più a lungo, avere tempi di carica più veloci, immagazzinare più energia e potrebbero essere usate nelle future auto elettriche", commenta il ricercatore. "Il reticolo di carbonio potrebbe essere usato come una sorta di rete nanoscopica ideale per lo stoccaggio di idrogeno in modo efficiente ed economico".

"Con questo progetto anticipiamo importanti pezzi del futuro, assicurando all'Europa un ruolo da protagonista nello studio e utilizzo, industriale e commerciale, del grafene, un sorprendente nanomateriale dalla grande versatilità applicativa", ha dichiarato il Presidente del Cnr, Luigi Nicolais. "Lo facciamo grazie all'entusiasmo e alla bravura dei nostri ricercatori e scienziati. È motivo di grande orgoglio e soddisfazione per la comunità scientifica dell'Ente che vede riconosciuti i suoi sforzi in uno dei più ambiziosi e sfidanti programmi di ricerca comunitari".

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eBook fai da te: il “caso...
Sempre a proposito di stampa… Non per darsi la “zappa sui piedi” ma per essere obiettivamente felici e stupiti del nostro mo...
18.12.2012
18.12.2012eBook fai da te: il “caso” Mattioni

Sempre a proposito di stampa… Non per darsi la “zappa sui piedi” ma per essere obiettivamente felici e stupiti del nostro mondo che cambia e delle mille possibilità che ancora ci riserva.
L’innovazione ed il web volano con ali forti e sicure.
Affacciarsi sul cambiamento e guidarlo, e prenderne parte, utilizzarlo, maneggiarlo, addomesticarlo, mi fa sentire felice non timorosa.
Forse non dobbiamo domandarci: noi stampatori da che parte stiamo?
ma: quale ruolo abbiamo voglia di prendere?

Editoria fai da te? Mattioni presenta il suo eBook

Cronaca 18 dicembre 2012
Con il suo romanzo, proposto in Italia e accolto dal silenzio degli editori, è diventato un caso letterario negli Usa come eBook. Singolare vicenda quella di Guido Mattioni, sessantenne, milanese con radici friulane, un valoroso passato di giornalista e inviato di lungo corso, approdato alla narrativa con «Whispering Tides» (alla lettera “Le maree sussurranti”, nell’edizione italiana «Ascoltavo le maree»).

Storia di Alberto Landi, cinquantenne giornalista di successo, che dopo avere perduto la moglie si rifugia a Savannah, in Georgia, luogo per lui caro e denso di significati, immerso in una natura che sarà balsamo al suo dolore.
Con «Whispering Tides» Mattioni è l’unico italiano finalista al prestigioso premio «Global eBook Awards» di Santa Barbara, in California, selezionato fra un migliaio di concorrenti da 250 giurati sparsi su tutto il territorio degli States. A New York, sull’East River, ha letto alcune pagine del libro alla manifestazione «Art for Environment» (Arte per l’ambiente). È stato ospite all’università di Atlanta per un incontro con gli studenti del corso di letteratura italiana. Altri atenei hanno adottato il suo romanzo per i corsi di italiano. Un autentico fenomeno nell’editoria fai da te.

Mattioni, perché la lanciato il suo romazo su eBook?
«In Italia l’avevo proposto a un editore che mi ha risposto che non rientrava nel suo target. L’ho poi proposto a due grossi editori, per uno dei quali avevo avevo lavorato in passato e pubblicato un libro. Non mi hanno neppure risposto. La cortesia non è più di questi tempi. Una volta nelle case editrici lavoravano dei grandi signori che magari ti dicevano di no, ma te lo scrivevano con la stilografica. Un amico che aveva già fatto la stessa esperienza mi ha suggerito di pubblicarmi il libro da solo rivolgendomi alla piattaforma editoriale Smashwords, che si trova a San Josè, nella Silicon Valley».

Cosa è accaduto?
«Sono diventato editore di me stesso. Senza spendere un euro. Ho fatto tradurre il libro in inglese. L’ho messo nel format richiesto. Ho preparato la copertina. Tutto un lavoro che ho fatto da me. Anche da giornalista ho sempre avuto una concezione artigianale di quella che consideravo un mestiere e non una professione. Ho mandato il file all’alba, un orario strategico per evitare l’intasamento. Tempo un minuto ed è apparsa la scritta: “Congratulations. Adesso sei on-line”. Un secondo dopo sono andato su Google e ho verificato: ero su tutti gli scaffali virtuali del mondo. Qui sta il bello: la contemporaneità e la globalità. E nello stesso tempo ti senti letterariamente apolide. Una grande sensazione di libertà».

Autonoma anche la promozione?
«Assolutamente sì. Il grosso si fa on-line. Ho la mia pagina Facebook, oltre a quella dedicata al libro con lo stesso titolo. In più una pagina Twitter che ti dà contatti con il mondo e nello stesso tempo li seleziona. Mi hanno contattato un editore americano, blogger, associazioni di italiani in giro per il mondo, soprattutto i “fogolar furlan”, visto che sono friulano. Molti contatti da professori di lingua e letteratura italiana nelle università americane. L’italiano è la terza lingua più studiata negli Stati Uniti dopo lo spagnolo e il cinese. Il mio romanzo è entrato nelle biblioteche di cinque università e un paio lo hanno adottato come testo. Alcune riviste letterarie mi hanno dedicato delle recensioni molto favorevoli».

Il libro ha una versione cartacea?
«A gennaio ho fatto il contratto con Amazon per l’edizione stampata in
inglese. Lo stesso ho fatto con la piattaforma americana Lulu per la versione
sia in inglese sia in italiano. Per l’Italia ho usato “ilmiolibro” di Kataweb
che permette di ordinare il volume su “lafeltrinelli.it” e in tutte le librerie
Feltrinelli».

Si guadagna facendo gli editori di se stessi?
«Il prezzo della versione eBook è necessariamente basso. Su 2,99 dollari a me ne restano 2 su cui Smashwords trattiene anche il 30 per cento delle tasse americane. Lo stesso fa Amazon. Sul libro stampato, venduto a 15 dollari a copia da Amazon, a me ne arrivano 5 e qualcosa, mentre in Italia percepirei dall’8 al 10 per cento del prezzo di copertina. La conclusione è che su una copia eBook venduta al suo basso prezzo prendo il doppio di quello che prenderei in Italia su una copia tradizionale».

di Gabriele Moroni

Un calendario dedicato al p...
FORLÌ - In occasione delle Festività 2012-2013, Laura Coppi, moglie del maestro Francesco Giuliari, in collaborazione con la...
07.12.2012
07.12.2012Un calendario dedicato al pittore Giuliari

FORLÌ - In occasione delle Festività 2012-2013, Laura Coppi, moglie del maestro Francesco Giuliari, in collaborazione con la Tipografia Valbonesi di Forlì, ha realizzato un calendario a scopo benefico.

Le immagini che illustrano i mesi del 2013 sono state tratte da opere del grande pittore, scomparso il 15 marzo 2010, e accompagnate da versi poetici dello stesso Giuliari.

Pittore e poeta, d’origine veneta ma forlivese d’adozione, Francesco Giuliari ha lasciato un segno indelebile per le sue doti di artista di profonda cultura e rara maestria tecnica e per l’umanità che lo caratterizzavano.
Nato nel 1929, laureato in Storia dell'arte, fino al 1990 ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Verona. Nel corso della sua lunga carriera artistica ha esposto in numerose mostre personali e infinite collettive, sia in Italia sia all’estero. Oltre che con pennelli e colori Francesco (specie negli ultimi anni della sua vita) si divertiva a giocare con le parole. “Sa figurarci l'icone e cura significarlo” è il doppio anagramma che aveva realizzato col suo nome e cognome e che era diventato un po’ il suo motto artistico: egli era infatti capace di raffigurare icone e aspirava a dar loro un significato. Tra il 2008 e il 2009, quando non riusciva più a dipingere perché anche la vista lo stava abbandonando, Francesco diede alle stampe tre raccolte di versi (Momenti, Note per la notte e Briciole sparse) nelle quali le parole si erano sostituite al segno e ai colori per creare ritratti, paesaggi e sensazioni. Per sottolineare, per non dimenticare.

Attivo nel tessuto associazionistico forlivese, Francesco era amato e stimato da tutti per la bontà, l’intelligenza, la disponibilità, la signorilità e per il suo interesse verso tutti i linguaggi artistici, compresa la musica e la poesia, sua ultima grande passione dopo la pittura.

Pochi mesi prima della sua scomparsa, con la mostra antologica dal titolo “Citazioni”, tenutasi dal 12 settembre al 25 ottobre 2009 presso la Residenza della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la città aveva voluto rendere omaggio alla lunga e affascinante attività di un artista che aveva dedicato tutta la propria vita a ribadire la grande tradizione figurativa italiana. Il gusto per la citazione che lo contraddistingueva rimandava ai grandi della storia dell’Arte, dall’età classica e rinascimentale fino al primo Novecento (Pontormo, Piero della Francesca, Caravaggio, Canova, Felice Casorati…), da lui rivisitati in chiave moderna, in modo estremamente personale. La sua pittura era una pittura “classica” perché fuori dal tempo, caratterizzata da uno stile che affondava le radici nell’intima conoscenza dell’arte dei maestri del passato.

Il calendario può essere acquistato con un’offerta minima di euro 5,00 presso i seguenti punti:

Associazione Amici di Sadurano - Via Dandolo 18 - Forlì - tel. 0543 21900

Bottega di Sadurano - V.le dell’Appennino 228 - Forlì - tel. 0543 552225

Centro Salus a Sadurano - Via Sadurano 47 - Castrocaro Terme - tel. 0543 766643  int.5

Ristorante in Fattoria a Sadurano - Via Sadurano 59 - Castrocaro Terme - tel. 0543 767657

I proventi realizzati dalle vendite dei calendari saranno devoluti alla comunità di Sadurano.

Come cambierà il mondo del...
Anche nel lavoro tutto continua a cambiare con gran velocità, interi sistemi produttivi d’un tratto vengono cancellati, ma a...
01.10.2012
01.10.2012Come cambierà il mondo della stampa?

Anche nel lavoro tutto continua a cambiare con gran velocità, interi sistemi produttivi d’un tratto vengono cancellati, ma a ben ragionare non esiste mai il “d’un tratto”.
Piccoli cambiamenti si fanno avanti all’inizio con lentezza – passando quasi inosservati, reputati ancora innocui, poi accelerano e divampano…
Cancellano il passato e primeggiano.
Riflettere assieme su dove stiamo andando, in questo caso rispetto alla stampa e alla comunicazione, è imprescindibile. Abbiamo trovato molto interessante e condividiamo questa analisi di cui proponiamo uno stralcio.

Tratto da: Dove va il mondo della stampa: voltare pagina
Scritto da Marco F. Picasso il 1 ottobre 2012 in Formazione, Gestione, Mercati & Aziende

Oggi, anzi, ieri, c’è stata una rivoluzione ben più drammatica. Quale? La stampa digitale? No. È la comunicazione che è cambiata e che si è globalizzata. La stampa digitale, così come la stampa tradizionale non è che una tecnica; ma ciò che è cambiato drasticamente è la comunicazione stessa. E lo stampatore è, ecco qui la definizione e la risposta alla domanda di prima: “un comunicatore”.
Cosa deve fare allora un imprenditore della comunicazione per restare sul mercato e possibilmente restarci in maniera vincente? Deve innovarsi con idee e proposte creative per rispondere nel modo migliore possibile alla richiesta di comunicazione, che tuttora c’è. Mi direte che c’è crisi e che i vostri clienti non vogliono più spendere. Questo è vero, ma solo in parte: se mai non vogliono spendere male. Ogni tipo di attività che ha la necessità di vendere i propri prodotti, che siano manufatti o servizi, ha bisogno di farlo sapere. Prima e meglio degli altri. È una necessità e non può farne a meno. Chi si è reso conto di questa necessità è andato avanti; chi si è ancorato al concetto che l’importante è produrre, spesso ha chiuso i battenti. L’importante è fornire il prodotto o il servizio giusto, al momento giusto e al cliente giusto. Qui sta la difficoltà, se vogliamo. Ma cosa si intende per Innovazione? Innovazione è la capacità di trasferire nell’economia scoperte scientifiche, tecnologiche e nuovi metodi di lavoro.
Una breve digressione: Internet ha cambiato la stampa. Oggi c’è da parte degli stampatori una corsa al web-to-print: alcuni hanno fatto una fortuna su questa base. Naturalmente moltissimi hanno cavalcato l’onda, ma non con gli stessi risultati. Sempre in base al principio che è inutile imitare se non si aggiunge qualcosa di nuovo. È arduo per una PMI decidere di punto in bianco di fare fortuna imitando ciò che ha fatto un’azienda che si è organizzata appositamente per un certo servizio (e parlo in particolare del w-2-p). Qui ci vuole un’organizzazione che va ben oltre quella del tipografo tradizionale. E questo presuppone conoscenza e utilizzo di software particolari, saperli scegliere tra le tante offerte, e soprattutto saper mantenere il contatto giusto con il cliente che in questo caso, è ‘virtuale’. Tornando all’innovazione possiamo dire che significa essenzialmente reinterpretare un prodotto o un servizio, mediante la creatività e la conoscenza (il know-how). Quindi fornire il prodotto o il servizio giusto, con nuove idee, secondo un nuovo modo di vedere e affrontare il mercato, un nuovo modo di vendere e, quindi, acquisendo nuove capacità, mediante un aggiornamento continuo e mirato.Rimandiamo all’articolo già citato su come sopravvivere al cambiamento di mercato per analizzare i punti del successo di un’impresa, che sono l’attuabilità, la pertinenza, l’adattabilità, la durabilità, e per vedere come reagire, secondo le indicazioni di un esperto qual è Bill Lamparter.

Concludendo

Prendendo in prestito le tecniche di un buon giocatore di scacchi, che deve essere sia uno stratega, sia un tattico, questi possono essere alcuni suggerimenti utili:
- Analizzate la situazione generale e nei particolari con obiettività e non con la convinzione che quello che avete fatto finora può ancora andare bene.
- Prefissatevi un obiettivo raggiungibile e concreto sulla base dell’analisi.
- Preparate un piano che tenga conto dei vostri punti di forza, ma anche delle vostre debolezze.
- Perseguite questo piano tenendolo costantemente sotto controllo ed
eventualmente apportando modifiche solo se cambiano alcuni parametri esterni.
Ma ricordate che anche un solo errore nell’esecuzione del piano può mandare tutto all’aria.

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